venerdì 25 marzo 2016

* Primavera: che freschezza!

La primavera mi fa pensare all'aria fresca e pulita, e al rinnovamento.
È proprio questo lo spirito che anima le nuove creazioni per lo shop di verDi&bLu su DaWanda.

bracciali perle di fiume e pietre dure con nappa boho style

Colore e luce, proprio come in natura.
Una serie di bracciali leggeri e semplici, realizzati con filo e chiusura d'argento, perle di fiume e pietre dure solitarie, non per forza poste al centro esatto, resi allegri da una piccola nappa in colore contrastante, che dona all'insieme un'aria bohèmienne. Tutto fatto a mano, anche le nappine.
Si possono indossare uno alla volta o due o tre assieme, l'effetto è assicurato!!
Come sempre uno diverso dall'altro. Mai uguali! Nello shop non c'è scritto ma questi, volendo, possono essere personalizzati.
bracciali perle di fiume e pietre dure con nappa boho style
Eccoli singolarmente
bracciali perle di fiume e pietre dure con nappa boho style
Partendo dalla foto in alto a sinistra e procedendo in senso orario: perle di fiume e ambra gialla; perle di fiume e ametista; perle di fiume e corallo rosa naturale; perle di fiume e ambra cognac.
bracciali perle di fiume e pietre dure con nappa boho style
Partendo dalla foto in alto a sinistra e procedendo in senso orario: perle di fiume e granatoperle di fiume e lapislazzuliperle di fiume e malachite; perle di fiume e corniola.
Partendo dalla foto in alto a sinistra e procedendo in senso orario: perle di fiume e turcheseperle di fiume e oniceperle di fiume e peridoto; perle di fiume e corallo rosso naturale.

Sono tutti nello shop! e a seguire tutte le altre cose nuove...

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sabato 12 marzo 2016

* Il mistero della balena solitaria

Che le balene "cantino" è ormai noto. Le megattere emettono dei veri e propri brani estremamente complessi a una frequenza che oscilla tra gli 80 e i 4.000 hertz (Hz); le balenottere azzurre comunicano a una frequenza tra i 10 e i 39 Hz e le balenottere comuni a 20 Hz, che è il limite minimo di percezione umana.
Tuttavia nel 1989 una squadra del Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) ha scoperto un esemplare che canta emettendo suoni alla particolare e unica frequenza di 52 Hz.

Balenottera Azzurra - photo credit: (© naturepl.com / David Fleetham / WWF)
Gli studiosi del WHOI non sono stati in grado di identificarne la specie, supponendo che si possa trattare di un esemplare malformato oppure di un ibrido nato dall'incrocio tra una balenottera azzurra e un'altra specie di balena, ma hanno continuato a rilevarne la presenza sia nel 1990 che nel 1991.

Nel 1992, a seguito della fine della guerra fredda, la Marina Militare degli Stati Uniti d'America rese parzialmente pubbliche le registrazioni e le specifiche tecniche del sistema anti-sommergibile SOSUS (Sound Surveillance System), permettendone l'uso per le ricerche oceanografiche: grazie a questo la squadra del WHOI, guidata prima da William Watkins e poi da Mary Ann Daher, ha potuto individuare la balena ogni anno tra il 1992 e il 2004.
La sua presenza viene rilevata ogni anno nell'oceano Pacifico tra agosto e dicembre, mentre esce al di fuori del raggio d'azione degli idrofoni tra gennaio e febbraio. Si sposta a nord fino alle isole Aleutine e all'arcipelago Kodiak e a sud fino alla costa della California, percorrendo ogni giorno una distanza compresa tra i 30 e i 70 km. La distanza totale percorsa per ogni stagione è variabile ed è stimata tra un minimo di 708 km fino a un massimo di 11,062 km percorsi tra il 2002 e il 2003.
A partire dal 1992 la sua voce è diventata più profonda, suggerendo che l'esemplare possa nel tempo essere cresciuto o maturato.
Qualunque sia la causa biologica alla base della sua voce insolitamente alta, questa non sembra essere dannosa per la sua sopravvivenza. Il fatto che la balena sia sopravvissuta e apparentemente maturata indica che si tratta probabilmente di un esemplare sano. Tuttavia, dopo un attento e completo monitoraggio, questo sembra essere l'unico individuo con tali caratteristiche e, per questo motivo, l'animale è stato chiamato "la balena più solitaria del mondo".

Di recente il regista americano Josh Zeman, con l'attore Adrian Grenier, ha progettato la realizzazione di un documentario sulla la balena finanziato attraverso il crowd-founding, e per incoraggiare le donazioni ha fatto leva sulla solitudine del cetaceo. I fondi raccolti sarebbero stati utilizzati per organizzare una spedizione nell'autunno del 2015 durante la quale si sperava di trovare la balena dei 52 Hz e filmarla.
Tuttavia alcuni studiosi hanno messo in dubbio il suo approccio: uno dei maggiori detrattori è stato Christopher Clark Willes della Cornell University di Ithaca, New York, il quale ha effettuato registrazioni della balena dei 52 Hz nel 1993, e sostiene che non sia così anomala come potrebbe sembrare: i gruppi di balene che vivono in particolari regioni hanno una sorta di dialetti, inoltre, respinge l'idea sostenuta da alcuni che la balena dei 52 Hz non può essere sentita o compresa da "normali" balenottere azzurre che comunicano a frequenza più bassa: "Il canto dell'animale ha molte caratteristiche simili a quelle di una tipica canzone di balenottera azzurra"  - dice - "Le balenottere azzurre, le balenottere comuni e le megattere possono sentire questo esemplare, non sono sorde. Questo esemplare è solo inusuale."

Non resta che aspettare e vedere se si riuscirà a risolvere il mistero.

Fonti e approfondimenti:


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giovedì 25 febbraio 2016

* Prove di home schooling

Già da prima che la Gnoma iniziasse a frequentare la scuola materna abbiamo cominciato ad interessarci all'Home schooling, o Scuola parentale, nell'ottica di un futuro ritorno in barca e di giri a vela per il mondo, e ci si è aperto un universo parallelo di esperienze estremamente interessanti.
Secondo dati aggiornati al 2012 i ragazzi educati a casa negli Stati Uniti sono all’incirca 2 milioni, mentre sono pressoché 70 mila in Inghilterra, 60 mila in Canada, 3 mila in Francia e 2 mila in Spagna; in Italia non si hanno statistiche definitive, ma le famiglie che fanno educazione parentale sono all’incirca un migliaio.
Home schooling
L'apprendimento ha un carattere spontaneo: i bambini imparano ed assimilano tutto quello che li circonda in modo assolutamente istintivo per emulazione, specialmente ciò che è importante nel loro ambiente sociale e culturale, o che li interessa maggiormente in quel momento, e questa è una cosa che io e il Capitano verifichiamo ogni giorno.
Home schooling
Qualsiasi occasione quotidiana può diventare opportunità di trasmissione di un sapere alla Gnoma, che impara quasi senza rendersene conto cose che vanno dall'esistenza delle tridacne al funzionamento del sistema solare, dalle operazioni elementari all'uso corretto dei verbi.
Home schooling
E più si va avanti nel tempo e nell'acquisizione di competenze, più è lei a chiedere di "insegnarle"... anche la matematica diventa un gioco divertente e non risulta barbosa e incomprensibile come è successo a me quando ero bambina.
Home schooling
Al momento lei ancora frequenta una scuola, ma in futuro, in caso di "espatrio per mare" sapere di avere l'opportunità di poterci prendere cura noi - fino a un certo punto e con l'ausilio dei tantissimi materiali in rete - della sua istruzione è molto confortante.
Per chi volesse approfondire l'argomento, ecco qualche link interessante:

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sabato 20 febbraio 2016

* Migaloo è tornata!!

Migaloo, che nella lingua degli aborigeni vuol dire "compagno bianco", è una megattera albina, di cui ho già parlato tanto tempo fa qui.
È la più famosa tra le uniche quattro megattere bianche di cui si conosca l'esistenza, tra le quali una avvistata in Norvegia nel 2015.

photo credit Department of Conservation
Le macchie gialle presenti sul dorso sono alghe attaccatesi nelle acque fredde dell'Antartide, ma si staccheranno appena Migaloo passerà in acque più calde.
Migaloo è un maschio; da quando è stato avvistato per la prima volta nel 1991 al largo della costa dell'Australia orientale, è stato protetto dalle autorità australiane, viene monitorato da un pattugliamento aereo e nessuna persona, barca, sub, aeroplano, jet ski, gli si può avvicinare a più di 500 metri, pena una salatissima multa.
Da allora è stato avvistato quasi ogni anno, e di recente lungo la costa orientale dell'Australia sono apparsi due cuccioli albini che pare siano suoi figli.
L'ultimo avvistamento risale al 5 luglio 2015 nello Stretto di Cook in Nuova Zelanda; in quell'occasione è stato prelevato un campione di DNA per stabilire se fosse lui con certezza.
Il 28 gennaio scorso sul sito del Department of Conservation è stata data la conferma ufficiale a quella che era una "quasi-certezza" dovuta alla conformità della sua pinna dorsale: è lui, il DNA non mente.
Durante l'annuale rilevamento degli individui presenti in Nuova Zelanda lo scorso anno si sono contate 137 megattere, un numero record dal 1964, anno della fine della caccia a questi cetacei, segno  molto incoraggiante!
E qui anche un video, un po' vecchiotto, ma meglio di nulla.


Le megattere si trovano negli oceani e nei mari di tutto il mondo e percorrono migrazioni lunghe fino a 25.000 chilometri ogni anno. Si nutrono solo d'estate - prevalentemente di krill e piccoli pesci - nelle acque polari e migrano verso acque tropicali o sub-tropicali per riprodursi e partorire in inverno. Durante l'inverno, sono sostenute dalle riserve di grasso che accumulano nella peculiare gobba che le caratterizza insieme alle lunghe pinne bianche.
I maschi delle megttere cantano, delle canzoni complesse, che durano da 10 a 20 minuti e vengono ripetute per ore.
Compiono salti acrobatici fuori dall'acqua dove ricadono violentemente in modo assai spettacolare.
La loro presenza dà una speranza che la catena alimentare ancora non si è esaurita, e se non le sterminiamo del tutto - insieme ai capodogli, le balenottere e tutti gli altri cetacei - con i bombardamenti sottomarini alla ricerca forsennata del petrolio, forse ce la facciamo ad non arrivare al punto di non ritorno.

Lunga vita alle balene dei canti!!!

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venerdì 12 febbraio 2016

* Nessuno basta a se stesso

Nessuno basta a se stesso...
ma l'uomo, nella sua arroganza, pensa di poter predare la terra all'infinito senza conseguenze.
In una frenesia di crescita incessante non vede più la bellezza della vita che abita i gli oceani, le foreste, la natura tutta, ma solo ciò che possono portare alla nostra specie, solo ciò che ci permette di produrre. 
L'uomo pensa, appunto, di bastare a se stesso, dimenticando di fare parte di un ecosistema che si regge su un equilibrio millenario, un equilibrio che il genere umano sta incoscientemente alterando in maniera irreversibile, innescando una trappola che gli si ritorcerà contro.

Planet Ocean - film di Yann Arthus-Bertrand

In soli 200 anni abbiamo stravolto 4 miliardi di anni di storia naturale.

Un esempio tra tanti: negli oceani vagano 46.000 kmq di plastica; ogni anno disperdiamo in mare 6 miliardi di kg di rifiuti di plastica, plastica che non si degrada, ma si microframmenta, viene mangiata dai pesci e poi? indovinate in quali altri stomaci arriva? Avvelenare il mondo fino a questo punto significa avvelenare anche noi.

Queste sono solo alcune delle riflessioni che spinge a fare Yann Arthus-Bertrand, il fotografo, giornalista, ambientalista e anche regista di magnifici progetti (l'ultimo in ordine di uscita "Human") in due film da non perdere Home (2010) e Planet Ocean (2012).

Home - film di Yann Arthus-Bertrand

Vi invito a guardarli, magari insieme ai vostri figli, a farli circolare. 
Vi renderete conto, in modo ancora più chiaro e drammatico, del disastro verso cui stiamo andando. 
A me, mentre li guardavo, veniva da piangere. 
Tuttavia entrambi i film si concludono con un pensiero che lascia aperta la porta alla speranza:  tutti noi, anche con i piccoli gesti quotidiani, possiamo fare  qualcosa per cambiare rotta. 
Continuare a essere su questo pianeta dipende da ognuno di noi.
Come dice Arthus-Bertrand "non c'è tempo per essere pessimisti, né per rassegnarsi, le soluzioni esistono [e nei suoi film ce le mostra] ...bisogna applicarle".
La strada della consapevolezza è faticosa, ma è necessario intraprenderla, una volta fatto il primo passo non si torna indietro, non si può far finta di "non sapere".
...in premio: il futuro.

venerdì 5 febbraio 2016

* Nuovo drago in arrivo: il costume da Sdentato.

La passione della Gnoma per i draghi non scema, anzi, cresce di pari passo con l'età! Negli ultimi due anni si è appassionata ai cartoni animati della serie "Dragon Trainer" e soprattutto al suo protagonista, Sdentato, la Furia Buia... un adorabile (davvero! non scherzo!) drago tutto nero con i denti retrattili, da cui il suo nome. Oramai in famiglia siamo tutti esperti: abbiamo visto tutti cartoni esistenti e abbiamo anche due dei libri di Cressida Cowell da cui ha preso ispirazione la DreamWorks.

Sdentato - Dragon Trainer
Photo credit Dragon Trainer Official Website 
Quest'anno, nonostante il costume da drago nostrano fatto due anni fa le piaccia e le vada ancora, la richiesta è stata un costume da "Sdentato" che è stato molto più facile da realizzare di quello precedente.
Ho comprato un paio di fuseaux neri e una felpa nera (questa "moda" di vestire i bambini di nero la aborro, ma stavolta mi è tornata utile) su cui ho "costruito" l'intero costume, utilizzando semplicemente del panno e del feltro.
Ecco come ho fatto e cosa mi è servito:
Una felpa nera; panno nero; due "fogli" di feltro da 3 mm: uno nero e uno blu elettrico; ritagli di panno verde acido, bianco, e rosso. Cotone nero, colla a caldo, un gessetto, forbici e macchina da cucire (fondamentale!).
Ho ritagliato sei rombi blu elettrico e sei neri nei fogli di feltro, per ricavare le scaglie che Sdentato ha sul dorso, e le ho cucite  sovrapposte (quelle nere sotto e quelle blu elettrico sopra) al centro della parte posteriore della felpa
come realizzare costume Sdentato - Dragon Trainer
Poi le ho rifilate in modo che fossero esattamente uguali e le ho incollate tra di loro con la colla a caldo
come realizzare costume Sdentato - Dragon Trainer
Dal panno nero ho ricavato le due ali basandomi sulle misure del fianco e della parte inferiore del braccio della felpa: praticamente ho ritagliato due triangoli rettangoli con un'ipotenusa "frastagliata"
come realizzare costume Sdentato - Dragon Trainer
Ho "disegnato" le nervature delle ali con delle passate di macchina da cucire, poi ho scucito il fianco e la manica della felpa e le ho ripassate a macchina inserendo tra i due lembi anche i due lati dritti del triangolo/ala.
Per gli occhi ho ritagliato due mandorle nel panno verde acido, le due pupille allungate nel panno nero e un piccolo dettaglio bianco per rendere l'occhio meno statico; prima ho incollato i diversi pezzi con la colla a caldo sul cappuccio e poi ho passato tutto a macchina.
come realizzare costume Sdentato - Dragon Trainer
Con il panno nero ho realizzato anche le orecchie e le corna, tagliate a doppio e cucite insieme per dargli più volume, e le ho cucite sulla piega del cappuccio
come realizzare costume Sdentato - Dragon Trainer
Per realizzare la coda ho usato un rettagolo di panno lungo circa 70 cm e largo 10cm piegato in due su cui ho disegnato un cono lungo; l'ho cucito a macchina lasciando aperti i punti in cui ho inserito e poi cucito a mano le "pinne", che ho realizzato stampando questa immagine
pinne coda costume Sdentato - Dragon Trainer
Photo credit
ingrandendola, o rimpicciolendola, in fase di stampa a seconda di quanto volevo fossero grandi (aprite l'immagine in un'altra scheda e stampatela selezionando la dimensione; la differenza tra quelle che ho fatto io è di circa il 10% una dall'altra, naturalmente le dimensioni le sceglierete in base alle proporzioni con il resto del costume).
Per dare alle pinne un aspetto più realistico ho fatto della passate a macchina ad imitazione delle nervature (così come suggerito dal disegno nell'immagine).
Per ritagliare nel panno bianco il teschio che si vede sulla pinna rossa della coda ho usato questa immagine (anche per questa procedete come per le pinne)
Photo credit
La coda l'ho cucita direttamente alla felpa, sulla fascia elastica. Le due pinne superiori non sono esattamente alla stessa altezza... ma abbiamo deciso che non valeva la pensa disfare tutto e l'abbiamo lasciate così.
come realizzare costume Sdentato - Dragon Trainer

come realizzare costume Sdentato - Dragon Trainer
Per evitare che la coda fosse d'intralcio ai movimenti ho attaccato del velcro sulla coda e sulla parte bassa posteriore della felpa
come realizzare costume Sdentato - Dragon Trainer
Ed ecco, infine, la Gnoma alla festa che si è tenuta a scuola
come realizzare costume Sdentato - Dragon Trainer

come realizzare costume Sdentato - Dragon Trainer
Il costume le è piaciuto moltissimo e a giudicare da come le sta abbondante credo che potrà essere usato ancora per un paio d'anni!!!

Non so se sono stata abbastanza esaustiva nelle spiegazioni, anche perché parto dal presupposto che chiunque voglia cimentarsi a fare da sé abbia almeno un minimo di manualità; naturalmente sono a disposizione per qualsiasi domanda.
^_^

lunedì 1 febbraio 2016

* Ritorno a me!

Negli ultimi giorni ho lavorato al restyling del sito della Filibusta, che ha oramai 10 anni, e aveva assunto un'aria un po' datata.
I cambiamenti non sono radicali, ma ora è un po' più omogeneo e fresco. Almeno così mi sembra. Certo necessiterebbe di un lavoro di dinamizzazione: rispetto ai siti  che si trovano oggi on line, risulta abbastanza statico, ma per ora questo è quello che posso fare, vedrò più avanti se mi riesce di fare qualcosa di più.
Ma non è esattamente di questo che volevo parlare.
Tra i vari link presenti nel sito c'è anche quello al vecchio blog, "Vivi il mare con noi" (che è linkato anche nella colonna in alto a sinistra di questo testo), il diario della nostra vita in barca a vela. Sono andata a dare una sbirciata anche lì e decisamente aveva bisogno di una rinfrescata anche lui. 
Durante l'ultimo periodo in cui scrivevo avevo fatto dei pasticci orrendi con il layout, i fonts, i colori, e oltre a rinnovare il modello ho dovuto rileggere tutti i post che avevo scritto perché i fonts andavano corretti pagina per pagina... e qui veniamo al punto.
Rileggendomi ho ritrovato una parte di me che  - mi sono resa conto - in questi anni ho messo un po' da parte, assorbita da questa "vita terrestre", che mi appaga e mi piace, ma a cui manca un pezzetto... anzi, altro che pezzetto, un pezzone!! il legame, imprescindibile, con il Mare. 
Non che questo legame si sia mai spezzato, no no... è che ho smesso di parlarne, di raccontarlo, di condividere pubblicamente i miei pensieri sulle questioni che lo riguardano. [e a dirla tutta, secondo me è anche un po' colpa di quel mostro fagocitante che è Facebook!!]
Ho diverse cose in più da allora: anni, capelli bianchi, chili, rughe, ma le conchiglie al collo e i capelli intrecciati continuo a portarli: la natura profonda non si cambia, può al limite peggiorare!!!
Valeria e le conchiglie
Quindi, non la tiro per le lunghe, bisogna che questa "parte marina" io la lasci venire fuori dall'ombra in cui si è autorelegata in questi anni... per cui aspettatevi di leggere riflessioni e storie legate al mare, molto più spesso di quanto non sia successo fin ora.

^_^

lunedì 18 gennaio 2016

* total black in arrivo!

Ebbene sì! dopo fortissime resistenze mi sono piegata al Nero.
A Natale gli orecchini "Total black" hanno avuto un successone, sono stati addirittura "rubati" a una delle legittime proprietarie (a proposito Silvia, sono tornati indietro?). 
Una ventina di anni fa è stato il MIO colore, spesso spezzato da una piccola nota di giallo o rosso, poi l'ho proprio bandito dal guardaroba, ma devo ammettere che è un colore facile ed elegante, oltre che molto amato: oggi ho letto una frase in proposito, una ragazza lo ha definito il suo "Colour of happiness", per cui ho deciso che dovevo superare assolutamente le mie resistenze.
Mi sono messa all'opera e, non ho resisto, non mi sono limitata al nero totale...
Ecco una piccola anteprima, appena riuscirò a fare delle foto decenti li metterò nello shop.
orecchini total black
:o)

lunedì 4 gennaio 2016

* nella nostra cucina - crostata con farina di marroni alle due creme

Per il pranzo del primo dell'anno ero alla ricerca di un dolce goloso ma non eccessivamente pesante, dal momento che il menù prevedeva tagliatelle all'uovo fatte in casa condite con sugo di daino, daino in umido e fagiano al forno. 
La scelta è caduta su una crostata la cui ricetta originale è di Nicole - autrice di un bel foodblog per chi è intollerante al latte e alle uova - e la trovate qui, modificata nella preparazione della frolla, che ho realizzato senza uova ma con il burro al posto dell'olio, perché volevo sì che fosse leggera, ma senza rinunciare alla friabilità.
Vi consiglio di prepararla il giorno prima e di tenerla una notte in frigo, da cui andrà tolta tre ore prima di consumarla: in questo modo consistenza e temperatura saranno perfette.
crostata con farina di marroni alle due creme
CROSTATA CON FARINA DI MARRONI alle DUE CREME

Ingredienti per uno stampo tondo di 32/34 cm (per uno stampo più piccolo vi consiglio di ridurre le dosi che anche per uno stampo così grande sono abbondanti)

FROLLA:
350 gr di farina integrale T1
200 gr di farina di marroni macinata a pietra
270 gr di burro
200 gr di zucchero di canna
1 pizzico di sale
1 pizzico di bicarbonato
acqua fredda

CREMA alla VANIGLIA
500 ml di latte vegetale (in caso usiate avena o riso diminuite lo zucchero)
40 gr di fecola di patate
6 cucchiai di zucchero di canna (circa 60 gr)
1 pizzico di sale
1 stecca di vaniglia
1/2 cucchiaino di curcuma

CREMA AL CIOCCOLATO
500 ml di latte vegetale (in caso usiate avena o riso diminuite lo zucchero)
30 gr di fecola di patate
10 gr di cacao amaro
6 cucchiai di zucchero di canna (circa 60 gr)
1 pizzico di sale
70 gr di cioccolato fondente al 70%

Per preparare la FROLLA ho iniziato lavorando il burro schiacciandolo con una forchetta e mescolandolo con lo zucchero di canna ridotto al velo con il minipimer. Poi ho aggiunto le due farine il sale e il bicarbonato e ho cominciato ad usare le mani, aggiungendo pian piano dell'acqua molto fredda; io ne ho usato circa 3/4 di bicchiere, ma la quantità d'acqua dipende molto dalla qualità di farina che userete, per cui dovrete procedere pian piano, finché l'impasto non risulterà liscio e omogeneo. Ho formato un disco, l'ho avvolto nella pellicola e l'ho lasciato riposare in frigo per 30 minuti.
Nel frattempo ho preparato le due creme.
Per la CREMA alla VANIGLIA ho mescolato in un pentolino la fecola setacciata, i semini raschiati via dalla stecca di vaniglia, il sale, la curcuma e lo zucchero poi, mescolando con una frusta perché non si formassero grumi, ho aggiunto pian piano il latte vegetale. Una volta sciolta la parte secca ho messo il pentolino sul fuoco mescolando con un cucchiaio di legno finché non si è addensata (basteranno pochi minuti dal bollore). L'ho versata in una ciotola e l'ho coperta con una pellicola in modo che non seccasse in superficie.
Per la CREMA al CIOCCOLATO ho proceduto nello stesso modo e ho aggiunto il cioccolato fondente tritato solo alla fine, sciogliendolo grazie al calore della crema. Anche questa l'ho versata in una ciotola e l'ho coperta con la pellicola lasciandola raffreddare.
Ho scaldato il forno a 180°.
Ho tolto la frolla dal frigo e l'ho lasciata per un po' a temperatura ambiente, l'ho divisa circa a metà e ho formato un primo disco in modo che risultasse avere i bordi un po' alti, usando la carta forno come base e la pellicola tra l'impasto e il matterello.
Ho foderato con questo primo disco uno stampo da 34 cm di diametro e l'ho bucherellato con una forchetta, ci ho steso su un altro foglio di carta da forno, l'ho ricoperto di fagioli secchi e ho cotto la base per 15 minuti. Nel frattempo ho steso la parte restante dell'impasto tagliando delle strisce per la griglia di copertura e delle piccole stelline. Trascorsi i 15 minuti ho tolto la base dal forno, l'ho liberata dalla carta e dai fagioli e ho steso prima la crema alla vaniglia e poi quella al cioccolato, livellandole bene, successivamente ho cominciato a formare una griglia fitta con le strisce di frolla, che poi ho decorato con le stelline. In questo modo, oltre ad ottenere un bell'effetto estetico, ho anche "chiuso" quasi completamente la crostata, impedendo alle creme di seccarsi eccessivamente durante la cottura.
Ho rimesso la crostata in forno e l'ho lasciata cuocere altri 30 minuti.
Una volta cotta l'ho lasciata raffreddare bene e poi l'ho tenuta nel frugo tutta la notte. Al momento di servirla ho ridotto al velo un cucchiaino di zucchero di canna e ce l'ho spolverizzato sopra.
crostata con farina di marroni alle due creme

Com'era? Mio suocero l'ha presa tre volte... ^_^

venerdì 1 gennaio 2016

* I libri letti nel 2015

BUON 2016 a tutti!

Anno nuovo e nuovo elenco - consuntivo - dei libri letti durante l'anno che si è appena concluso. Contandoli sono circa 10 in meno del 2014, ma in verità mancano due titoli, che ometto perché troppo stupidi, me li sono ritrovati nel Kindle e non so proprio come ci siano arrivati, io di certo non li ho comprati, mistero! 
Quest'anno mi sono appassionata ad una autrice inglese Jojo Moyes, scrive storie romantiche ma con trame molto originali.
Ho trovato piacevole e originale anche Katherine Panacol, mi è piaciuto l'insegnamento di Piero Ferrucci ne "La forza della gentilezza" e, come sempre Licalzi; fra tutti, dovendo scegliere quello che più ho apprezzato direi sicuramente "Vita", di Melania Mazzucco, ma nel 2015 nessuna folgorazione...
Eccoli
  • Il mistero degli studi Kellerman - Ken Follett
  • Il privilegio di essere un guru - Lorenzo Licalzi
  • Una stanza tutta per gli altri - Alicia Gimènez-Bartlett
  • All'improvviso l'estate - Elin Hilderbrand
  • Il caso Kakoiannis-Sforza - Francesco Recami
  • Io prima di te - Jojo Moyes
  • Versilia Rock City - Fabio Genovesi
  • L'ultima lettera d'amore - Jojo Moyes
  • Elefanti in giardino - Kuki Gallmann
  • Tutti primi sul traguardo del mio cuore - Fabio Genovesi
  • A volte ritorno - John Niven
  • La casa delle sorelle - Charlotte Link
  • Una più uno - Jojo Moyes
  • Le mani insanguinate - Maurizio De Giovanni
  • Avrò cura di te - Chiara Gamberale, Massimo Gramellini
  • La ruga del cretino - Andrea Vitali, Massimo Picozzi
  • La principessa di ghiaccio - Camilla Lackberg
  • Silver bay - Jojo Moyes
  • Memorie di un vecchio giardiniere - Reginald Arkell
  • In fondo al tuo cuore : Inferno per il commissario Ricciardi - Maurizio de Giovanni
  • Gli occhi gialli dei coccodrilli - Katherine Pancol
  • Il valzer lento delle tartarughe - Katherine Pancol
  • Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì - Katherine Pancol
  • Trent'anni e li dimostro - Amabile Giusti
  • Gli sfiorati - Sandro Veronesi
  • Il predicatore - Camilla Läckberg
  • Vita - Melania Mazzucco
  • Open - Andre Agassi
  • Una mutevole verità - Gianrico Carofiglio
  • I baci non sono mai troppi - Raquel Martos
  • Il caso Bellwether - Benjamin Wood
  • Innamorarsi in un giorno di pioggia - Jojo Moyes
  • La fabbrica delle peonie - Emilia Vigliar
  • Una casa - Antonella Moscati
  • La figlia di - Elisa Fuksas
  • La bambina che salvava i libri - Markus Zisak
  • Il miniaturista - Jessie Burton
  • La forza della gentilezza - Piero Ferrucci
  • Il Cardellino - Donna Tartt
  • Tempi glaciali - Fred Vargas
  • Stoner - John Williams
I libri letti nel 2011, nel 2012, nel 2013, nel 2014.

sabato 19 dicembre 2015

* nella nostra cucina - bracioline (simil) messinesi

Questo piatto faceva furore tra i nostri ospiti in barca ai tempi della Filibusta. Dopo moltissimo tempo che le facevo ignorando la provenienza della ricetta, quando le portai in tavola un signore siciliano esclamò felice:- "Le Bracioline messinesi!!!" - 
Io non le avevo mai sentite nominare prima, e così mi documentai e scovai la ricetta originale di Claudia - alias Scorza d'arancia - siciliana doc, qui.
Confrontando le due versioni noterete che le mie sono abbastanza diverse e il perché ora le chiamo "simil-messinesi", ma sono buonissime ugualmente!
bracioline simil-messinesi
BRACIOLINE SIMIL-MESSINESI

Ingredienti per 4 persone

500/600 gr di fettine di vitello da carpaccio
100 gr di pangrattato
50 gr di pecorino grattugiato
un ciuffo abbondante di prezzemolo
la buccia grattugiata di un limone non trattato
peperoncino (facoltativo)
2 spicchi d'aglio
olio extravergine d'oliva
spiedini di legno

Preparazione
Preparo la panatura mescolando il pangrattato con il pecorino, il prezzemolo tritato con la mezzaluna, la buccia di limone grattugiata. 
Impano le fettine da entrambi i lati, premendo bene così che la panatura si attacchi, poi le arrotolo formando dei cannoncini che taglio in modo da averli  tutti più o meno della stessa misura e grandi quanto un boccone, e li infilo lungo degli spiedini di legno (se dovessero essere troppo lunghi per la vostra padella, potrete tagliarli con un paio di trinciapollo o di forbici da cucina). 
bracioline simil-messinesi
In una padella molto ampia (quella della foto è 32 cm) faccio soffriggere, in tre o quattro cucchiai di olio, due spicchi d'aglio e un pezzo di peperoncino (facoltativo: io non lo uso, per ora, per via della Gnoma che ancora non lo apprezza; prima lo tritavo e lo mescolavo alla panatura, per un gusto ancora più piccante); quando l'aglio è diventato biondo lo elimino e cuocio le bracioline, rigirandole di tanto in tanto finché non si è formata una bella crosticina dorata. 
bracioline simil-messinesi
:o)

domenica 13 dicembre 2015

* Natale fatto a mano...

Come sapete a Natale ci piace decorare la casa con poche cose, semplici e fatte a mano. Quest'anno abbiamo riciclato quelle degli anni scorsi, con una sola novità: delle piccole calze all'uncinetto.
In mancanza del camino le abbiamo appese alla libreria...
piccole calze natalizie all'uncinetto
Sono molto facili e veloci da realizzare grazie alle istruzioni (corredate di foto) reperibili seguendo questo link: è sufficiente avere le nozioni di base per lavorare all'uncinetto.
Le altre sono le solite, ma ancora non ci hanno stancato
ghirlanda di cartoncino con le sagome delle mani
 La ghirlanda fatta con le sagome delle mani della Gnoma due anni fa.
festone con ritagli di panno e stoffa
Un festone realizzato con i ritagli di panno e stoffa.
fiocchi di neve ritagliati nella carta
I fiocchi di neve ritagliati nella carta alle finestre

Solo l'albero ospita anche manufatti non homemade... ma cerchiamo di restare sul semplice
particolare albero di natale

albero di natale

Ora sto pensando a qualcosa per la tavola del 25... vedremo...
Per chi li volesse, indico di nuovo i link per realizzare queste decorazioni:


:o)

venerdì 11 dicembre 2015

* nella nostra cucina - torta al cacao e arancia "senza senza" per Pole-pole

Due ricette una di seguito all'altra!!! eh sì, perché ieri sera ho fatto una promessa d'impegno a Silvia, alias Polepole.
Alla fine di novembre Silvia ha scritto questo post per festeggiare i 9 anni del suo blog - Il Circolo Vizioso - e a me è sfuggito, l'ho letto solo dopo il suo commento al post precedente a questo. 
Dal momento che il tempo scarseggia e che bisogna cogliere l'attimo e anche che - diciamo la verità - avevo una buona scusa per fare una cosa buona e golosa, mi sono data subito da fare. 

torta cacao e arancia senza senza

Questa ricetta, che è diventata un classico di casa nostra, l'ho scovata sul bellissimo blog Labna lo scorso anno, quando, proprio in questo periodo, la Gnoma non è stata bene ed è stata messa a "dieta": niente latticini, niente dolci, niente uova, niente grassi.
Però eravamo in periodo di feste e, dato che avevo avuto il permesso di essere meno rigida almeno nel giorno di Natale, mi sono messa alla ricerca di un dolce "senza... senza... senza..." che potesse mangiare con soddisfazione senza appesantire il suo "corpicciuolo".
La ricetta originale è qui, io l'ho arricchita un pochino profumandola con l'arancia. 
È buonissima, soffice, e velocissima da preparare.

TORTA AL CACAO E ARANCIA
(SENZA latte, SENZA burro, SENZA uova)

Ingredienti (per circa 8/10 porzioni)

180 g di farina integrale (io uso la T1)
3 cucchiai colmi di cacao amaro
200 g di zucchero di canna
1 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
5 cucchiai di olio di semi di girasole
235 ml di spremuta di arancia
la buccia grattugiata delle arance usate per il succo

Preriscaldo il forno a 180° (fatelo! perché preparare l'impasto è rapidissimo).
Rivesto uno stampo da plum cake di 25 cm con la carta da forno.
In una ciotola mescolo prima gli ingredienti secchi: la farina, lo zucchero, il bicarbonato, il sale, il cacao setacciato e la buccia d'arancia grattugiata; poi faccio un buco al centro e verso l'olio, l'aceto e il succo d'arancia mescolando bene con una frusta, fino ad avere una crema liscia e senza grumi.
Trasferisco l'impasto nello stampo rivestito di carta forno e cuocio nel forno caldo per 35 minuti. 
Per verificare la cottura faccio la prova dello stecchino: come suggerisce Benedetta Jasmine di Labna, meglio ma non cuocerla ad oltranza, altrimenti risulterà troppo asciutta.
Con questo stesso impasto io faccio anche i muffins che conservo in un contenitore ermetico per avere una buona merenda sempre pronta... anche se non è che durino molto: sono troppo buoni, da soli, a merenda a colazione... sempre!

EDIT: per chi dovesse essere morigerato e volesse conservare al meglio la torta, suggerisco di avvolgerla nella pellicola trasparente, in modo che non si asciughi.

:o)

giovedì 10 dicembre 2015

* nella nostra cucina - panini o (mini panuozzi) con recupero di pasta madre

panini tipo panuozzo con recupero di pasta madre
Ho trovato la ricetta per questi panini in diversi blog di cucina, con piccolissime variazioni. Ho cercato di risalire all'autrice originale, ma non ci sono riuscita, e allora segnalo il blog dove l'ho letta io, che è Aria in cucina.
Ovunque vengono chiamati "Panini arabi", ma io il pane arabo l'ho mangiato "in loco" ed è abbastanza diverso, non ha mollica, è tondo e gonfio... insomma un'altra cosa; trovo invece che somiglino moltissimo al "Panuozzo", un pane, ormai tradizionale, campano realizzato con l'impasto della pizza.
La cosa che mi è piaciuta di più è che ho constatato che è possibile realizzare questi panini sia con la pasta madre rinfrescata che con quella non ancora rinfrescata.
Quando li faccio cerco di non superare gli 80 gr per pezzo (da crudi), li congelo una volta cotti e raffreddati e quando mi servono ne scongelo la quantità che mi occorre. Sono morbidi e saporiti, non hanno moltissima mollica, per cui si prestano bene a essere imbottiti senza risultare pesanti né scomodi da mangiare, perfetti per pic nic o piccoli spuntini. Lo stesso impasto l'ho utilizzato per fare dei mini panini salati e dolci a bocconcino per il compleanno della Gnoma. Insomma versatilissimi.

PANINI con RECUPERO di PASTA MADRE

Ingredienti per circa 10 panini da 80 gr (peso da crudi)

200 gr di pasta madre rinfrescata o non rinfrescata
400 gr di farina zero e 200 gr di farina T1 (oppure 600 gr di farina zero)
poca farina di semola per spolverare i panini prima della cottura
2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
2 cucchiaini da tè di sale
1 cucchiaino da tè di zucchero di canna (o fruttosio)
300 gr di acqua

Formo l'impasto sciogliendo la pasta madre nell'acqua leggermente tiepida (max 25°), poi aggiungo lo zucchero, l'olio e quasi tutta la farina, poi unisco il sale e aggiungo il resto della farina. Lavoro per circa dieci minuti premendo con i pollici e poi con le nocche, finché l'impasto non diventa liscio ed elastico. Formo una palla la lascio lievitare in una ciotola unta d'olio e coperta da un panno per circa 3 ore se uso la pasta madre NON RINFRESCATA.

Se uso la pasta madre GIÀ RINFRESCATA divido subito l'impasto in parti uguali e formo dei panini piatti larghi e lunghi stendendoli con le dita delle mani - perché ho riscontrato che se uso il matterello risulta pochissima mollica una volta cotti e si rompono facilmente; credo che questo avvenga perché con il matterello il gas della lievitazione si perde completamente - li spolvero con poca farina e li lascio lievitare per 2 ore prima di cuocerli.

Nel caso in cui io usi la pasta madre NON RINFRESCATA seguo lo stesso procedimento appena descritto una volta passate le prime 3 ore di lievitazione e poi lascio di nuovo lievitare i panini per 2 ore. 
panini tipo panuozzo con recupero di pasta madre
Scaldo il forno a 250° e cuocio per 9-10 minuti, facendo attenzione che rimangano abbastanza chiari.
panini tipo panuozzo con recupero di pasta madre

panini tipo panuozzo con recupero di pasta madre

:o)